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Il Governo intende bloccare il fotovoltaico con effetto quasi immediato se non retroattivo - 28/02/2011

Il Governo intende presentare in pre-consiglio martedi una bozza che di fatto bloccherà il fotovoltaico con effetto quasi immediato se non retroattivo. Tetto di 8.000 MW e stop agli incentivi un MW dopo. Chi finanzierà gli impianti in queste condizioni di incertezza e dopo tutta la disinformazione che è stata fatta in questi giorni?

 

Stiamo agendo su vari fronti per cercare di parare il colpo:

 

1) oltre 55 parlamentari hanno firmato la lettera da noi predisposta per il capo dello stato e il presidente del consiglio dei ministri

 

2) lunedi terremo una conferenza stampa congiunta di fronte al ministero dello Sviluppo con Legambiente, WWF, GreenPeace, Aper, Anev, AssoSolare, Grid Parity Project e Kyoto Club

 

3) stiamo cercando di organizzare una manifestazione di fronte a Palazzo Chigi per il giorno previsto di approvazione del Dlgs (mercoledi).

 

Tutto questo potrebbe non bastare purtroppo.

 

E' il momento di fare sentire quanti interessi sono toccati da un provvedimento cosi sbagliato.

 

Abbiamo predisposto il testo di una lettera (lo trovate nel seguito).

Ciascuno di noi lo dovrebbe inviare e impegnarsi a farlo inviare a quante più persone possa.

 

Se non ci muoviamo ora faremo la fine della Spagna e saremo spazzati via.

 

Dobbiamo far capire che non siamo pochi speculatori ma un vero settore industriale. Ogni operaio, ogni elettricista, ogni collaboratore dovrebbe mandare la mail.

 

Se ci credete diffondete agli amici, ai colleghi e ai collaboratori.

Se non lo facciamo adesso la settimana prossima potrebbe essere troppo tardi.

In questi giorni, si decide la morte per decreto delle energie rinnovabili in Italia. Quindicimila famiglie rischiano di perdere in pochi mesi il posto di lavoro, un indotto che occupa  altre 100.000 persone sarà colpito. E' un prezzo altissimo, in termini sociali ed economici, che verrà pagato da uno dei pochissimi settori produttivi non colpiti dalla crisi e da un numero importante di lavoratori e famiglie. E' quello che succederà se il Consiglio dei Ministri approverà il decreto sulle rinnovabili nella versione che circola in questi giorni all'interno del Parlamento e su cui si leggono anticipazioni di stampa.

 

Dopo pochi mesi dalla (lungamente attesa) approvazione, nel mese di agosto dello scorso anno, della legge sul nuovo conto energia, lo scorso 31 gennaio la Commissione europea ha adottato, come noto, una raccomandazione in cui invita gli Stati membri ad incoraggiare le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili, scoraggiando esplicitamente strumenti normativi retroattivi, causa di incertezza sul mercato e di congelamento degli investimenti.

 

A dispetto di queste premesse nelle bozze del decreto legislativo rinnovabili leggiamo la previsione di introdurre retroattivamente un limite vincolante di 8.000 MW. Stop ai progetti autorizzati e in corso di autorizzazione. Stop a molti cantieri in corso. Un vero e proprio tetto al fotovoltaico, più di 6 volte inferiore a quello fissato dalla Germania. È questa la prospettiva che annienterebbe il settore fotovoltaico a partire dalla prossima settimana con l'eventuale approvazione in Consiglio dei Ministri. A farne immediatamente le spese saranno circa 150.000 lavoratori impiegati direttamente e indirettamente nel fotovoltaico.

 

In queste condizioni  un'industria nascente è condannata a morte prima ancora di essere diventata pienamente adulta. Se nell’arco di pochi giorni non si riuscirà a introdurre dei correttivi, il fotovoltaico rischia una Caporetto, con ripercussioni molto pesanti sia in termini occupazionali che di credibilità del sistema Paese. Mentre gli Stati Uniti di Obama, pur in presenza di un taglio delle spese pubbliche molto robusto, mantengono saldo il timone verso lo sviluppo delle rinnovabili, l’Italia rischia un nuovo tracollo dopo quello degli anni Ottanta.

 

Siamo sbigottiti, è incomprensibile. Non è abbastanza promuovere l'ambiente e la salute di noi tutti, generare ricchezza e dare lavoro a oltre 15.000 addetti diretti e fino a 100.000 indiretti, offrire l'opportunità a oltre 160.000 famiglie di diventare indipendenti energeticamente? Quali interessi si vogliono davvero tutelare? Chi sono i poteri forti che stanno eliminando ad una ad una tutte le rinnovabili? Prima l'eolico, oggi il fotovoltaico. Che destino attende un paese che distrugge sistematicamente le proprie opportunità di sviluppo?

 

Nonostante il parere positivo in sede di Commissioni Parlamentari (per cui lo schema di decreto attuativo della direttiva 2009/28 sull’energia da fonti rinnovabili si inserisce nel quadro della politica energetica europea volta a ridurre la dipendenza dalle fonti combustibili fossili e le emissioni di CO2) il dibattito in corso, specie per le notizie di stampa spesso espressione di interessi non necessariamente palesi e esplicati in sede politica e sociale, sembra preludere ad un intervento legislativo che andrà, si teme, in senso diametralmente opposto a quello, voluto dalla Commissione, di incoraggiamento delle politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili.

 

La realtà è diversa. A fronte di una crisi che non smette di mordere il tessuto produttivo, è vero che il settore delle rinnovabili si muove in netta controtendenza. Gli incentivi (che, ricordiamo, non gravano sul bilancio dello Stato ma nemmeno su quello delle famiglie, come invece si è letto in questi giorni) hanno creato un volano virtuoso che ha consentito al Paese di riavvicinarsi al gruppo dei paesi leader nel campo dell’innovazione e della capacità produttiva.

Il fotovoltaico, in un contesto così difficile come quello che abbiamo visto delinearsi negli ultimi anni, rappresenta un settore in crescita occupazionale e di fatturato, oltre che un settore tecnologicamente in evoluzione.

 

Confidiamo nell’equilibrio e nella saggezza del Governo e del Parlamento affinché si voglia intervenire per evitare che un altro tassello della nostra economia cada vittima di contrapposti interessi e di battaglie ideologiche. Confidiamo che saprete dare un futuro alle nostre famiglie e ai nostri figli che si trovano oggi incolpevoli nella precarietà e nell'incertezza."

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Approvato Il conto Energia 2011 - 20/08/2010

Il nuovo decreto Conto Energia, per l’incentivazione del fotovoltaico a partire dal 1 gennaio 2011, è stato approvato, dopo un iter piuttosto travagliato, dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni, congiuntamente alle linee guida per l’attuazione (con 7 anni di ritardo) dell’art.12 del D.Lgs 387/2003 che riguardano le modalità di autorizzazione a costruire impianti a fonte rinnovabile.

Soddisfatte le associazioni di settore che possono, per un triennio, contare su una base normativa certa, sebbene permanga l’incognita dell’art.45 della manovra economica sui certificati verdi, “salvato” dal Senato, ma ancora in attesa di approvazione definitiva

Tra le novità, già previste nella bozza del Conto energia, è stata inserita la divisione degli impianti in diverse classi di potenza, con incentivi decrescenti: da 1 a 3 KW; da 3 a 20 KW; da 20 a 200 KW; tra 200 e 1000 KW; dai 1000 KW a 5 mila KW; oltre 5 mila KW. Nel corso del 2011 ci saranno inoltre tre variazioni progressive della tariffazzione incentivante, con un calo del 6% ogni quadrimestre, ovvero del 18% annuo rispetto ad oggi, con un’ulteriore diminuizione del 6% all’anno sia nel 2012 che nel 2013.

La potenza incentivabile, oggi di 1.200 MW (raggiunta a giugno di quest’anno), sarà invece innalzata a 3.000 MW, con l’aggiunta di altri 200 MW per il fotovoltaico a concentrazione e 300 MW per gli impianti integrati “con caratteristiche innovative”, sia dal punto di vista tecnologico che del design.

Salta la precedente (ambigua) definizione tra impianti “integrati” e “parzialmente integrati“, a favore della più specifica dicitura ”impianti realizzati su edifici” vs. “altri impianti“, mentre vengono individuati dei premi del 5% in base alle aree in cui sorge l’impianto (discariche, cave, ex aree industriali, siti da bonificare) oppure in caso di installazione in sostituzione di coperture in eternit.

“Accogliamo con favore questi due importanti provvedimenti”, ha dichiarato Marco Pigni, direttore di Aper, l’Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili, in riferimento al Conto Energia e alle Linee Guida, “che non solo introducono finalmente elementi di stabilità e certezza nel settore, ma lo indirizzano anche con maggiore credibilità verso gli obiettivi vincolanti del Piano d’Azione Nazionale al 2020, in fase di presentazione a Bruxelles proprio in questi giorni”.

Gli fa eco Massimo Daniele Sapienza, Presidente di Asso Energie Future, secondo il quale “questo risultato dà un triennio di respiro a chi intende programmare investimenti a lungo termine e far crescere il settore green italiano”. “Anche se”, continua Sapienza, ”troviamo ingiustificato il taglio alle tariffe incentivanti per gli impianti superiori ai 5 MW con la scusa che tolgano terreno all’ agricoltura, se poi anche gli incentivi alle serre, che l’ agricoltura invece la sostengono, vengono tagliati ugualmente”.
 

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Conto Energia 2011 - 16/08/2010

Il nuovo conto energia fotovoltaico che entrerà in vigore il 1° gennaio 2011, approvato lo scorso 9 luglio, dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni permette finalmente al settore di allungare il proprio sguardo fino alla fine del 2013 e oltre. In sintesi vediamo alcuni aspetti del decreto (vedi allegato in basso) che sarà a breve firmato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Si passa da tre classi di potenza dell’attuale meccanismo alle sei classi di questo terzo conto energia. Viene eliminata la tipologia di “impianto parzialmente integrato” per arrivare ad avere solo due tipologie impiantistiche: impianti realizzati su edifici e impianti su terreno o altri impianti.
Le tariffe incentivanti, pagate per 20 anni, nel 2011 subiranno una sensibile riduzione rispetto a quelle in vigore nel 2010; questa oscillerà tra il 10 e il 25% per gli impianti installati su edifici e tra il 13 e il 27% circa per gli altri impianti.

 

Come si nota dalla tabella le tariffe subiscono una decurtazione, nel loro primo anno, in 3 differenti periodi. Negli anni successivi, 2012 e 2013, le tariffe del 2011 presentate in tabella, colonna C, subiranno una riduzione del 6% all’anno.

Il decreto prevede specifici incentivi per gli impianti integrati con caratteristiche innovative. Queste tariffe previste per intervalli di potenza da 1 a 20 kW, da 20 a 200 e sopra i 200 kW, saranno superiori del 16-28% alle tariffe previste per impianti su edifici.

Il decreto considera anche una nuova tecnologia, quella del fotovoltaico a concentrazione per impianti da 1 kW fino a 5 MW. In questo caso si può accedere alle relative tariffe per impianti che entrano in esercizio in data successiva alla quella di entrata in vigore del decreto sul conto energia, quindi ben prima del 2011.

Inoltre sono considerate specifiche maggiorazioni sulle tariffe incentivanti (artt. 9 e 10). Tra i premi considerati:

  • il 5% per impianti realizzati su edifici presenti in zone classificate come industriali, commerciali, cave o discariche, e per quelli operanti in regime di scambio sul posto realizzati su edifici da Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti;
  • il 10% in più per impianti che sostituiscono coperture in eternit o contenenti amianto;
  • il 20% di maggiorazione spettante in ciascun giorno in cui un l’impianto è parte di un sistema con profilo di scambio prevedibile;
  • fino ad un incremento massimo del 30%, pari alla metà del miglioramento percentuale della riduzione del fabbisogno energetico conseguita, se vengono effettuali lavori che migliorano la prestazione energetica di un edificio.

Gli impianti fotovoltaici i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline avranno diritto inoltre ad una tariffa pari alla media aritmetica fra la tariffa per impianti fotovoltaiche realizzati su edifici e la tariffa per ‘altri impianti fotovoltaici’.

Il nuovo conto energia prevede (art. 3) un limite massimo di potenza incentivabile pari a 3.000 MW, ma potranno accedere alle tariffe anche impianti che entreranno in esercizio entro 14 mesi (24 per soggetti pubblici) dal giorno del raggiungimento dei limiti massimi di capacità che verranno comunicati dal GSE.
Per gli impianti FV integrati architettonicamente con caratteristiche innovative il limite è di 300 MW, mentre per quelli a concentrazione è di 200 MW.

Sempre nell’articolo 3 del decreto si fissa un obiettivo di potenza massima cumulativa da installare entro il 2020 pari a 8.000 MW (questa cifra è considerata da tutti gli operatori ampiamente sottostimata).

Alcuni elementi chiarificatori sono esplicitamente indicati dal decreto (art. 20). Ad esempio che le serre fotovoltaiche possono beneficiare delle tariffe solo se vi verranno svolte attività agricole per tutto il periodo relativo all’incentivazione. Si considerano poi impianti a terra quelli con moduli ad altezza inferiore a 2 metri da terra nel punto più basso. Tutti gli impianti ad inseguimento sono da considerarsi impianti a terra.

Per quanto concerne la cumulabilità degli incentivi le disposizioni sono previste dall’art. 5 del decreto. In molti casi le tariffe del conto energia sono cumulabili con contributi in conto capitale fino al 30% del costo dell’investimento; questo limite sale al 60% nel caso di impianti FV realizzati su edifici scolastici pubblici o scuole paritarie di ogni ordine e grado, strutture sanitarie pubbliche, su edifici sedi amministrative di proprietà di enti locali, regioni o province autonome.

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